Mercatoluglio 2026 · 4 min di lettura

L'impatto della stagionalità sul valore e sui flussi

Nel 2025 circa il 58% delle presenze turistiche in Italia si è concentrato nel quadrimestre estivo. L'analisi dell'incidenza della stagionalità sui multipli di valutazione e sulla gestione finanziaria.

Studio IKAROS · luglio 20264 min di lettura

Nel 2025 il 58% delle presenze ricettive si è distribuito tra giugno e settembre. L'effetto della concentrazione stagionale dei ricavi nella stima d'azienda per la parte venditrice e acquirente.

L'analisi dei flussi turistici in Italia evidenzia una marcata concentrazione temporale delle presenze: secondo i dati ISTAT legati al 2025, tra i mesi di giugno e settembre si sono registrate circa 276 milioni di presenze su un totale di 477 milioni, pari al 58% del dato complessivo su base annua. Il quarto trimestre si è attestato al 14,8% dei volumi annuali.

Tale distribuzione riflette un elemento strutturale del mercato ricettivo nazionale, confermato dalla stabilità delle rilevazioni storiche (58,6% nel 2023, 56,9% nel 2024 secondo Eurostat). I mesi disponibili nei comunicati trimestrali ISTAT mostrano l'ampiezza dell'escursione: giugno 2025 ha contato 59,0 milioni di presenze, novembre 17,3, cioè meno di un terzo; dentro il quarto trimestre 2025 il solo ottobre vale il 46% delle presenze.

Giugno vale 59 milioni di presenze, novembre 17: più di tre volte tanto

Presenze mensili, aprile 2025 - marzo 2026 · milioniFonte: ISTAT · Flussi turistici, dati provvisori

  • apr 2025: 29,8 mln
  • mag 2025: 38,8 mln
  • giu 2025: 59,0 mln
  • lug 2025: 79,1 mln
  • ago 2025: 85,2 mln
  • set 2025: 52,4 mln
  • ott 2025: 32,6 mln
  • nov 2025: 17,3 mln
  • dic 2025: 21,0 mln
  • gen 2026: 21,4 mln
  • feb 2026: 23,3 mln
  • mar 2026: 26,9 mln

L'aggregato nazionale sintetizza realtà operative differenti. Le città d'arte presentano un tasso di occupazione distribuito lungo l'intero arco dell'anno, mentre le destinazioni balneari e montane concentrano l'attività operativa in una finestra temporale più limitata. Le stesse curve nazionali, lette per una singola struttura, possono quindi significare cose opposte: un albergo di Milano lavora a novembre con la clientela d'affari e le fiere, un albergo di costa a novembre è chiuso.

La composizione della clientela modifica la curva, ma meno di quanto si pensi. Nel 2023, secondo l'ISTAT, fra giugno e settembre si sono concentrate il 60,3% delle presenze dei residenti e il 57,0% di quelle degli stranieri: la domanda estera è solo lievemente meno stagionale, ma pesa di più nei mesi di spalla, con 41,6 milioni di presenze fra maggio e ottobre contro 21,5 milioni dei residenti. Una quota estera elevata allunga quindi la stagione soprattutto ai margini, in primavera e in autunno.

L'incidenza della stagionalità nella determinazione del valore

Sotto il profilo della valutazione d'azienda, la concentrazione stagionale incide sull'analisi del rischio finanziario. A parità di volume d'affari complessivo, una struttura ad operatività stagionale evidenzia una diversa dinamica dei flussi di cassa, la necessità di sostenere costi fissi nei periodi di inattività e una maggiore esposizione a variabili esogene: il meteo di un'estate, un evento, una crisi in un mercato di provenienza pesano tutti sulle stesse dodici settimane. Conseguentemente, gli asset ad apertura annuale ubicati in contesti urbani primari registrano tendenzialmente multipli di valutazione superiori rispetto alle strutture stagionali.

C'è anche un effetto sul personale e sui costi: la struttura stagionale assume e forma ogni anno, sostiene affitti e utenze anche da chiusa, e ha un margine che dipende dal riempimento di poche settimane di punta. La struttura annuale ha costi più stabili e una base di clientela che si rinnova con meno sforzo.

Che cosa significa per chi vende

Per la parte alienante, l'eventuale presenza di fattori di destagionalizzazione (quali convenzioni aziendali, segmenti di gruppi turistici, flussi internazionali fuori stagione o servizi integrati aperti all'utenza locale) contribuisce a ridurre il rischio operativo percepito dalla controparte acquirente, riflettendosi positivamente sulla stima del capitale economico. La rappresentazione analitica dei ricavi su base mensile costituisce un elemento informativo primario per esplicitare la stabilità e la distribuzione delle entrate: dodici numeri, uno per mese, dicono a un acquirente più di qualunque media annua.

Che cosa significa per chi compra

In fase di istruttoria, la parte acquirente provvede alla normalizzazione dei bilanci su base annua e alla simulazione della tenuta finanziaria in ipotesi di contrazione della stagione operativa: che cosa succede al margine se la stagione si accorcia di due settimane, o se un mese di punta rende il 15% in meno. Il periodo di apertura e la distribuzione mensile dei ricavi sono fra i primi dati da chiedere, insieme al peso di ciascun mercato di provenienza sui mesi di punta.

Nelle schede pubbliche dell'Osservatorio e nelle operazioni che trattiamo il periodo di apertura è sempre indicato, perché una struttura aperta otto mesi e una aperta dodici, a parità di fatturato, non sono lo stesso prezzo.

A cura di

Studio IKAROS

Advisory M&A hospitality · IKAROS Real Estate

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