Mercatoluglio 2026 · 4 min di lettura

Il posizionamento dell'Italia nel mercato ricettivo europeo

Con 477 milioni di presenze nel 2025, l'Italia conferma la seconda posizione in Europa per volumi di pernottamento, precedendo la Francia e mantenendo la maggiore capacità ricettiva del continente.

Studio IKAROS · luglio 20264 min di lettura

Nel 2025 l'Italia consolida il secondo posto in Europa per presenze ricettive (476,9 milioni). Le implicazioni analitiche per la valutazione degli asset alberghieri.

Nel 2025, secondo il comunicato Eurostat del 4 marzo 2026 (Italia a perimetro costante), il volume dei pernottamenti negli esercizi ricettivi dell'Unione Europea ha raggiunto circa 3,1 miliardi di presenze, registrando un incremento del 2,2% rispetto al 2024. In tale ambito, l'Italia ha consolidato per il secondo anno consecutivo la seconda posizione europea per numero di presenze, precedendo la Francia.

Spagna prima per notti, Italia prima per posti letto e per numero di alberghi: molta offerta, meno riempita

Notti, posti letto e alberghi: quattro misure dello stesso podioFonte: Eurostat tour_occ_ninat

  • Spagna: 505,2 / 469,8 / 3,8 / 19,7
  • Italia: 466,2 / 436,7 / 5,5 / 32,4
  • Francia: 457,6 / 446,6 / 5,1 / 17,1
  • Germania: 439,6 / 437,0 / 3,7 / 30,6
  • Turchia: 216,0 / 211,3
  • Grecia: 152,9 / 143,6
  • Paesi Bassi: 145,4 / 123,4
  • Austria: 131,2 / 127,9

Posti letto e numero di alberghi sono disponibili per i quattro grandi mercati: i posti letto al 2024, il numero di alberghi al 2022, ultimo anno disponibile per tutti i paesi.

Il consolidamento della posizione rispetto al mercato francese conferma una tendenza strutturale: quattro Paesi — Spagna, Italia, Francia e Germania — concentrano oltre il 60% delle presenze complessive dell'Unione Europea. Il sorpasso sulla Francia si vede già nei dati consolidati del 2024: rispetto al 2019 l'Italia ha aggiunto quasi 30 milioni di pernottamenti, la Francia 11, la Germania meno di 3. Tra i mercati di dimensione intermedia, Paesi Bassi e Grecia sono cresciuti di più in proporzione.

Va detto come si leggono queste cifre. I dati Eurostat del 2025 sono provvisori e, per alcuni paesi, non ancora completi: per questo il confronto strutturale si fa sul 2024, ultimo anno consolidato per tutti. Inoltre dal 2025 alcune statistiche nazionali includono le locazioni brevi con perimetri diversi da paese a paese, e una parte dell'aumento dell'Italia nelle serie più recenti dipende da questo allargamento, non da nuovi turisti. Il podio regge comunque su entrambe le letture, ma la distanza dalla Spagna e dalla Francia va misurata con dati omogenei.

La capacità ricettiva complessiva

Sotto il profilo della consistenza immobiliare e ricettiva, l'Italia registra la maggiore capacità ricettiva d'Europa, con circa cinque milioni e mezzo di posti letto censiti nel 2024: più della Francia, e circa il 45% in più di Spagna e Germania.

Il confronto con la Spagna dice molto sul modello italiano: la Spagna fa più presenze con molti meno posti letto, cioè con un tasso di utilizzo più alto, strutture più grandi e una stagione più lunga. Il modello d'offerta italiano si caratterizza invece per una spiccata frammentarietà, con un'elevata incidenza di strutture indipendenti e a gestione familiare. Secondo Horwath HTL, su dati Eurostat, l'Italia ha il parco alberghiero più numeroso del continente, con 32,4 mila alberghi, davanti a Germania (30,6 mila), Spagna (19,7 mila) e Francia (17,1 mila). Il mercato spagnolo presenta una minore capacità complessiva ma una maggiore dimensione media delle strutture e una superiore penetrazione delle catene alberghiere.

Di conseguenza, la creazione di valore nel mercato italiano risiede prevalentemente nell'efficientamento e nel riposizionamento del patrimonio esistente, piuttosto che nello sviluppo di nuovi complessi (greenfield). Tale dinamica motiva l'interesse del capitale internazionale per operazioni di acquisizione e valorizzazione: in Italia si compra ciò che esiste, perché costruire nuovo, nelle piazze che contano, è quasi impossibile.

Questa frammentazione ha una conseguenza pratica: mentre in Spagna una parte importante dell'offerta è già nelle mani di gruppi e catene, in Italia il consolidamento è appena cominciato, e la maggior parte degli alberghi cambia proprietà una struttura alla volta, spesso al passaggio di generazione. È il terreno naturale dell'advisory: molte operazioni piccole e medie, ciascuna con la sua istruttoria, in un mercato che il capitale internazionale guarda come uno dei più grandi e meno organizzati d'Europa.

Che cosa significa per chi vende e per chi compra

La proprietà di un asset ricettivo situato in una piazza primaria opera in un contesto di attrazione di capitali internazionali, in concorrenza con i principali mercati urbani europei. L'elevata domanda complessiva, coniugata alla frammentazione e alla scarsa replicabilità dell'offerta esistente, sostiene l'interesse per gli asset italiani e rende opportuna una corretta valutazione di mercato: chi vende una struttura in una grande città italiana vende, agli occhi di un fondo europeo, un pezzo del secondo mercato del continente.

Per chi compra, il quadro europeo aiuta a leggere il prezzo: un albergo italiano non compete solo con quello della porta accanto, ma con le alternative a Madrid, Parigi o Lisbona, dove lo stesso capitale potrebbe andare. La differenza la fanno la scarsità dell'offerta di qualità e la crescita della domanda, due condizioni che in Italia oggi coesistono e che spiegano perché i prezzi per camera nelle piazze primarie restano alti anche quando il ciclo rallenta.

A cura di

Studio IKAROS

Advisory M&A hospitality · IKAROS Real Estate

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