
La quota di presenze estere è passata dal 52,4% nel 2023 al 54,5% nel 2024. Il confronto sul soggiorno medio nel primo trimestre 2026 indica 3,5 notti per la clientela internazionale a fronte di 2,7 per la clientela residente.
La composizione della domanda turistica in Italia mostra una preminenza strutturale della componente estera. Secondo i dati ISTAT, i flussi internazionali rappresentano oltre la metà delle presenze complessive sul territorio nazionale: il 54,5% nel 2024, ultimo anno consolidato.
Crollo nel 2020, poi più alta di prima: nel 2024 la quota estera arriva al 54,5%.
Quota delle presenze straniere sul totale, 2012-2024 · %Fonte: ISTAT · Eurostat tour_occ_ninat
- 2012: 47,4%
- 2013: 49,0%
- 2014: 49,4%
- 2015: 49,0%
- 2016: 49,5%
- 2017: 50,1%
- 2018: 50,5%
- 2019: 50,5%
- 2020: 31,4%
- 2021: 36,7%
- 2022: 48,8%
- 2023: 52,4%
- 2024: 54,5%
Dopo la parentesi 2020-2021, la quota straniera è tornata a crescere di circa due punti l'anno. Negli alberghi la componente estera è leggermente inferiore alla media di tutti gli esercizi, ma cresce allo stesso ritmo: dal 50,0% del 2019 al 52,5% del 2024.
La distribuzione trimestrale evidenzia una concentrazione elevata nei periodi di maggiore intensità operativa: nel secondo trimestre del 2025 la quota di presenze estere ha raggiunto il 60,5% del totale.

L'analisi della permanenza media
I dati relativi al primo trimestre 2026 indicano una permanenza media della clientela internazionale pari a 3,53 notti, a fronte di 2,74 notti registrate per la clientela residente.
Quanto spende chi arriva dall'estero
Alla quota di presenze corrisponde una spesa. Secondo la Banca d'Italia i viaggiatori stranieri hanno lasciato in Italia 56,7 miliardi di euro nel 2025, contro i 44,3 del 2019: il livello pre-pandemico è stato raggiunto già nel 2022 e superato di oltre dodici miliardi in tre anni.
La Germania resta il primo mercato con 8,8 miliardi, seguita da Stati Uniti e Regno Unito. Per un albergo la geografia dei clienti è una voce di rischio: un mercato che pesa più del 15% della spesa complessiva, come quello tedesco, muove i conti di intere destinazioni.
Cinque paesi valgono metà della spesa straniera in Italia; la Germania da sola il 15,6%
Spesa dei viaggiatori stranieri in Italia 2025 per paese di residenza · € milioniFonte: Banca d'Italia · Indagine sul turismo internazionale 2025
- Germania: 8.822 mln €
- Stati Uniti: 6.605 mln €
- Regno Unito: 5.303 mln €
- Francia: 4.648 mln €
- Spagna: 3.033 mln €
- Altri paesi: 28.289 mln €
«Altri paesi» è la differenza rispetto al totale di 56,7 miliardi. Le quote sono quelle della tavola della Banca d'Italia.
Gli alberghi sono la destinazione principale di questa spesa: secondo la stessa indagine assorbono il 54,3% della spesa dei viaggiatori stranieri pur ospitando il 36,5% delle loro notti, con una spesa media di 206,8 euro per notte. È la misura più diretta del perché la clientela internazionale sostiene i ricavi medi per camera.
Il peso dei singoli mercati si vede anche negli eventi. La stessa Banca d'Italia stima che nel 2025 circa 1,4 milioni di viaggiatori siano venuti in Italia per il Giubileo, con una spesa di 1,6 miliardi di euro, il 3,0% del totale, e che la spesa turistica nel Lazio sia cresciuta del 19,2% contro una media del 2,1% nelle altre regioni. Un anno straordinario per Roma è stato un anno normale, o poco più, per il resto del paese: chi valuta un albergo romano sui conti del 2025 deve ricordare che contengono un evento che non si ripete; per un albergo di Firenze o Venezia lo stesso anno è invece un riferimento ordinario.
Che cosa significa per chi vende e per chi compra
L'incidenza della domanda internazionale costituisce una variabile di rilievo nell'analisi del profilo di rischio e redditività di una struttura ricettiva. Un'elevata quota di clientela estera attenua la dipendenza dal ciclo economico domestico e sostiene la tenuta dei ricavi medi per camera. Per chi vende, la ripartizione dei ricavi per mercato di provenienza è un documento da preparare prima della trattativa: un acquirente informato lo chiede per primo, e una clientela distribuita su più paesi vale più di una concentrata su uno solo.
Per chi compra, la stessa quota è un'esposizione: il cambio, il costo dei voli e la congiuntura di due o tre paesi contano più della congiuntura italiana. In sede di stima, l'analisi delle origini dei flussi e dei canali di acquisizione concorre alla determinazione del valore aziendale quanto il conto economico.
La piazza di Firenze evidenzia una spiccata vocazione internazionale: nell'ambito dei primi cinquanta comuni italiani per presenze, il capoluogo assorbe il 3,0% del totale nazionale delle presenze estere a fronte dello 0,7% delle presenze residenti, confermando l'elevato interesse del mercato per le strutture ricettive ubicate nel contesto cittadino.
A cura di
Studio IKAROS
Advisory M&A hospitality · IKAROS Real Estate
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